Io non ho paura dell'altro

Ha preso il via il progetto "io non ho paura dell'altro" promosso dall'AMS ONLUS e finanziato nell'ambito del programma europeo Gioventù in azione. Il percorso che durerà fino a febbraio 2010, coinvolge 10 giovani sotto i trentanni e mira ad approfondire il tema della multiculturalità. Durante il percorso i ragazzi realizzeranno un video/documentario che vuole approfondire il tema della diversità come ricchezza e opportunità di scambio.

Presentazione

Io non ho paura dell'altro è un progetto nato a Palermo da un gruppo di dieci giovani dell'Associazione per la Mobilitazione Sociale onlus. La nostra è un’associazione giovanile in cui si sta insieme anche per discutere sugli eventi quotidiani e commentare i fatti di cronaca. Da qui le discussioni attorno ai temi del razzismo, xenofobia, stranieri, rom ecc. Il progetto presentato all'Agenzia Nazionale per i Giovani, vuole sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza riguardo alla diversità culturale intesa non come divisione ma come opportunità di crescita.

Allo stesso tempo vuole promuovere il rispetto delle culture attraverso la consapevolezza e l'approfondimento del significato che l'altro ha per ognuno dei partecipanti e sostenere la partecipazione attiva dei giovani. La tematica centrale di questo percorso è "l'altro".

L'altro è diversità di pensiero, di vissuti che diventa risorsa per la crescita individuale e della comunità.

Attraverso diversi incontri riflettendo sul tema della diversità culturale, il gruppo realizzerà un video spot sul tema dell'altro, con video interviste, racconti e informazioni sul programma gioventù in azione.

Io non ho paura dell'altro nasce dalla voglia di confrontarsi sul tema della diversità culturale a Palermo, una città multiculturale che deve mirare a divenire sempre più città interculturale, dove gli uni possano trovare arricchimento dall'altro. La particolarità del programma gioventù in azione è quella di permettere a giovani (sia associazioni che gruppi individuali) di sperimentarsi in un percorso di ideazione, progettazione e realizzazione di un'azione del programma e di sentirsi veri protagonisti.

 

ci trovi anche su facebook

Alcuni momenti del gruppo:


Alcune riflessioni dei partecipanti:

Quando parliamo dell'Altro, in maniera piuttosto diffusa, pensiamo a qualcuno molto diverso da noi, possibilmente con un colore di pelle diverso, una lingua ed una religione diverse; in effetti, probabilmente, è più semplice vedere queste differenze e riconoscerci tanto diversi dall'altro. Spesso questa differenza ci tranquillizza perché in maniera chiara, attraverso aspetti "ben visibili", prendiamo le distanze dall'Altro. Ma perché le caratteristiche dell'Altro ci fanno tanta paura? Perché crediamo di avere un valore diverso dall'Altro esclusivamente a partire da variabili fisiche più o meno visibili? Perché segnare in maniera così evidente il termine DIVERSITA' ci fa stare bene? A volte è sufficiente "invertire un termine" per aprire prospettive nuove, eppure la semplicità diventa spesso davvero complessa. Invertendo il temine DIVERSO otterremo VERSO DI; alla chiusura, a cui il termine DIVERSO rimanda, si contrappone la grande apertura dell'andare VERSO. È nello scambio che possiamo incontrare l'altro; è solo se concediamo all'altro la possibilità di entrare nel nostro mondo che possiamo cominciare a vederlo nella sua vera essenza.

L'Altro molto spesso è anche un nostro simile, ma forse facciamo più fatica a dircelo; in fondo, come percepiamo colui che vive nei quartieri più difficili della nostra città? Colui che, pur di mangiare, è disposto ai lavori più umili? Colui che è impossibilitato a vestire griffato? Ma quello che fa tanta paura è che molto spesso l'Altro che non vogliamo vedere siamo noi stessi, sono quelle parti di noi che l'Altro non accetta e che diligentemente mettiamo da parte, compromettendo la nostra autenticità.

Ma come fa un nigeriano a nascondere la sua pelle nera? Come fa un cinese a camuffare i suoi occhi a mandorla? Forse è in quel colore di pelle ed in quegli occhi a mandorla che gettiamo quegli aspetti di noi tanto difficili da accettare, forse è lì che dovremmo ricercarci.

(Francesca)


Il programma Gioventù in azione

Il programma Gioventù in azione contribuisce in modo significativo all'acquisizione di competenze e rappresenta dunque uno strumento chiave per offrire ai giovani opportunità di apprendimento non formale ed informale con una dimensione europea. Il programma Gioventù in azione parte dall'esperienza del precedente programma "Gioventù per l'Europa" (1988-1999), del servizio volontario europeo e del programma GIOVENTÙ (2000-2006). 
Gli obiettivi generali definiti nella base giuridica  del programma Gioventù in azione sono i seguenti:
promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, in generale, e la loro cittadinanza europea in particolare;
sviluppare la solidarietà e promuovere la tolleranza tra i giovani, in particolare per rafforzare la coesione sociale dell'Unione europea;
rafforzare la comprensione reciproca tra i giovani di diversi paesi;
contribuire allo sviluppo della qualità dei sistemi di sostegno alle attività dei giovani ed allo sviluppo della capacità delle organizzazioni della società civile nel settore della gioventù;promuovere la cooperazione europea in materia di gioventù. 
Tali obiettivi generali verranno attuati a livello di progetto, tenendo presenti le seguenti priorità permanenti.

www.gioventuinazione.it


 

I nostri progetti