Venerdì 05 Marzo 2010 17:44

Progetto Giovani Palermo

Da classe verso il gruppo, è stato questo il percorso appena concluso in una classe del Liceo Scientifico Galilei di Palermo e promosso dal Progetto giovani finanziato dal comune di Palermo in collaborazione con l'ASP e l'Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus. Dieci incontri per parlare lavorare in gruppo, sulla fiducia, il confronto attivo ma anche per riflettere sul rapporto con i docenti, la famiglia, la scuola e la città. Settimana dopo settimana è cresciuta la voglia di conoscersi di più e superare alcune incomprensioni che a volte caratterizzano tutti i gruppi.

Ai professori hanno chiesto di costruire un rapporto più vero e sincero, non essere solo dei voti in pagella, ma affrontare insieme anche temi di attualità, che riguardano le loro difficoltà quotidiane, le loro paure, e gioie.

Gli operatori del Progetto giovani hanno condotto attività interattive basate su giochi di ruolo, drammatizzazioni, giochi di gruppi e di discussione realizzando anche dei video-messaggi inviati direttamente ai professori. Le attività realizzate in un assetto circolare ha permesso ai ragazzi di vivere la scuola anche come luogo di dialogo, confronto e ascolto.

I ragazzi hanno dimostrato grande capacità di autocritica, di ascolto, e di confronto.

Nella fase particolare della loro vita, caratterizzata da trasformazioni, in cui l’ignoto rappresenta l’unica certezza, la possibilità di condividere uno spazio in cui il gruppo accoglie e comprende, perché condivide le medesime paure, è stata davvero un’esperienza importante. I ragazzi sono quindi stati risorse per se stessi e punti di riferimento reciproco. Per questa ragione crediamo che consentire loro uno scambio relazionale che vada al di là del semplice rapporto didattico (viaggi d’istruzione, lavori di gruppo, sollecitazioni ad una didattica promossa dagli stessi ragazzi) possa rappresentare per questi ragazzi motivo di crescita oltre che di sostegno reciproco, in una fase in cui il rapporto con i pari diventa una relazione privilegiata grazie alla fiducia reciproca che si concedono.

Da parte loro i professori si sono confrontati condividendo alcune priorità con i loro alunni con l’auspicio che possa diventare un obiettivo comune..

Quello che chiedono i nostri ragazzi non è tanto, forse sarebbe opportuno che di tanto in tanto chi sta dietro alla cattedra sia capace di mettersi di fronte e attivare un processo di empatia, grazie a questa, infatti, avremo ragazzi più decisi, più preparati, più volenterosi e indubbiamente più predisposti ad un dialogo con gli adulti di riferimento, primi fra tutti i genitori. www.progettogivoanipalermo.it

 



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