“Ci sono cose che accadono senza un perché. Avvengono ingiustamente, in modo inaspettato e incomprensibile. Però accadono. Non troveremo una spiegazione al dolore e alla rabbia, ma conserveremo sempre nel nostro cuore i ricordi di ogni attimo passato insieme.
Come promesso, vanessa, noi siamo qui e oggi urleremo ancora più forte contro il cielo, affinché tu ci possa sentire da lassù! Ciao Vanessa!”.


È questa la frase con cui venerdì, alle ore 22.55.abbiamo concluso lo spettacolo cantando urlando contro il cielo di Ligabue sul palco del Teatro Dante. E abbiamo urlato forte per lei!

È indescrivibile l’emozione vissuta durante quelle ore.
La scaletta prevedeva l’inizio alle ore 21.10. ma molti posti del teatro erano ancora vuoti. Con alcuni volontari ci siamo fatti coraggio a vicenda: ma che ci frega! Ma intanto diverse persone stavano acquistando ancora il biglietto.
“Iniziamo” dissi a Pierluigi che ha gestito la regia dalla sala.
Torno dietro le quinte per avvisare i ragazzi. E come è consuetudine, per scaramanzia, urliamo insieme tre volte “merda merda merda”. (chissà cosa avrà pensato il pubblico :) )
Poi il via: si apre il sipario e sul grande schermo appaiono le immagini delle attività degli anni precedenti che si conclude con l’urlo dei ragazzi: sol music.
Sol come solidarietà, come amicizia tra i popoli, come pace, come libertà, come amore.
Il grande Gioacchino Caponetto sale sul palco per dare il benvenuto ai presenti. Anche lui, che era con noi sin dalle prime ore del pomeriggio, è emozionatissimo.
I ragazzi, dapprima seduti, si alzano in piedi e il palco si riempie di tante magliettine azzurre. E parte la prima canzone. Dietro le quinte (come si dice in questi casi) con valentina controlliamo la scaletta e i tempi. Dall’altra parte Barbara e Annamaria seguono i ragazzi nell’esecuzione delle canzoni. Anche le loro facce son tese.
Poi Gioacchino mi chiama al centro del palco. Ovviamente era previsto dalla nostra scaletta. Ma non avevo previsto invece che una volta sul palco, non vedessi completamente la sala. Le luci non permettevano di vedere. E allora quante persone ci sono? A quel punto non aveva importanza: 1, 10, 100 o 500 persone. Quello era il momento dei nostri ragazzi, delle emozioni che ci hanno regalato e continuano a regalarci.
Dopo 5 mesi di incontri (2 ore a settimana in ogni scuola) vuoi o non vuoi, ti affezioni a loro, ad ognuno di loro. Conosci le loro storie, i loro desideri, le loro paure. E come accade per le persone con cui condividi un percorso, prendono un posto dentro di te.
Per questo è stato bello vederli insieme cantare sul palco, stingersi la mano, abbracciarsi.
È stato belle condividere l’emozione con alcune persone importanti, con gli amici, con persone venute appositamente per vedere i nostri ragazzi. Ma l’emozione più bella sono proprio loro. Stando sul palco con loro, senza essere visto dal pubblico, ho potuto vedere la loro emozione, le loro lacrime, i loro sorrisi.
Qualche problemino tecnico quando si è in diretta non manca, qualche stonatura pure. Ma alla fine tutto va per il verso giusto.
Lo spettacolo e i laboratori sono stati resi possibile grazie a chi, nel 2009, ci ha donato il 5 per mille: esattamente 104 persone che complessivamente ci hanno donato circa 5mila euro. Poi alcuni amici e aziende che ci hanno sostenuto per l’organizzazione dello spettacolo. È doveroso ringraziarli nuovamente anche qui! GRAZIE!!!

Se sei arrivato a leggere questo post fino alla fine, (lo so forse sono tato un po’ lungo) e allora voglio condividere con te anche le parole di Martina, una ragazza di sol music, che riporto qui copiandole dal nostro gruppo “Sol music”:

dopo una bellissima giornata piena di solidarietà ringrazio tutto lo STAFF di SOL music ,di averci fatto fare ancora una volta una cosa che rimane dentro di noi! anche ai più vecchiotti aiuto operatori..Questa serata c'è servita ancora una volta a farci ricordare che non bisogna sentirsi sfortunati per cose banali e futili! ma che bisogna pensare a chi non può pensare alle cose stupide semplicemente perché ogni giorno è una continua lotta per la vita..il Congo è un'esempio d'ammirare perché l'unica cosa a cui loro importa e riuscire ad esserci nel domani..sono d'ammirare perché nonostante tutto anche se questi bimbi non hanno nulla credono comunque in un nuovo domani..adesso so dirvi che la solidarietà è porgere una mano a chi non riesce ad alzarsi..è strano come in una sera puoi capire tutto quello che già sapevi ma in un modo più riflessivo e intenso..adesso punto ad assere una persona migliore e a riflettere profondamente e non superficialmente nelle cose che ci vengono dette "cosi" senza soffermarci..grazie di tutto a tutti!

Grazie ancora a tutti voi. Marco

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