RIGHTS ON STAGE, i diritti dell’Unione Europea diventano arte

RIGHTS ON STAGE è un progetto che nasce per promuovere la conoscenza e l’importanza della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Attraverso la musica, il teatro e la narrazione, sarà approfondita la conoscenza della carta e di diritti come la tutela della privacy digitale, la parità di genere, il diritto a un ambiente sano o il contrasto alla disinformazione e all’odio online.
I
l progetto propone la realizzazione della “Carovana dei Diritti” che attraverserà l’Italia con 15 tappe, combinando attività educative nelle scuole e spettacoli aperti alle famiglie e alle comunità locali.
L’idea è di trasformare i principi della Carta in storie e linguaggi accessibili, capaci di coinvolgere emotivamente i giovani e renderli protagonisti attivi del processo educativo. 

Il progetto si rivolge principalmente ai giovani tra i 16 e i 25 anni. Accanto a loro saranno coinvolti  insegnanti, famiglie, operatori sociali e comunità locali.
RIGHTS ON STAGE trasforma la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea in un’esperienza culturale e partecipativa, rendendo i diritti più visibili, comprensibili e vissuti nella pratica quotidiana, attraverso un modello innovativo che unisce educazione, arte e cittadinanza attiva.
Il progetto è realizzato da Mobilitazione Sociale, Rock10eLode, 3P (Padre Pino Puglisi) Società Cooperativa Sociale e Unione degli Assessorati. 

Informazioni sul progetto

RIGHTS ON STAGE – Raising Awareness on the EU Charter through Education and Creativity

  • Programma: CERV – Citizens, Equality, Rights and Values
  • Durata: 24 mesi (1 giugno 2026 – 31 maggio 2028)
  • Coordinatore: AMS ETS – Associazione per la Mobilitazione Sociale
  • Partner: Cooperativa Sociale 3P, Rock10eLode
  • Finanziamento UE: € 217.946,16

Finanziato dall’Unione Europea

Le opinioni e i punti di vista espressi sono tuttavia esclusivamente quelli degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione Europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.